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Dedico questo spazio del mio sito a qualche paginetta di mie impressioni personali, racconti e testimonianze dal mondo della fotografia
14 settembre 2008
La FOTOGRAFIA
Quest’oggi mi trovo a pormi un quesito che nei miei primi due anni di fotografia semi professionale non mi ero mai chiesto: “che cos’è per me la fotografia?”
Beh…diciamo che fino a due anni fa vedevo la macchina fotografica come un rettangolino con un display ed un tasto di shoot che permetteva di imprimere un ricordo….
Il tempo è passato, la mia esperienza è cresciuta a dismisura ma trovo la mia linea di idee ancora vicina a quella di molto tempo fa.
Ora ho imparato a conoscere le mie macchine, i miei obiettivi e tutti gli accessori del mio corredo come se fossero parte integrante di me, ma sono sempre convinto che la fotografia sia prima di tutto un ricordo.
Non intenderei però RICORDO come ormai la società moderna ci ha insegnato, ovvero qualcosa di bello che ci è capitato e che volevamo avere sempre a portata di mano per riguardarlo e ricordarlo.
Piuttosto direi RICORDO nel senso di qualcosa che serve per far tornare alla memoria un determinato momento.
La fotografia di uno sponsor animata da degli atleti che passano con gli sci per esempio ci può far ricordare che quello sponsor fu parte importante di quella manifestazione.
Ma il discorso degli sponsor è ancora lungo e penso che lo approfondirò più avanti.
Da quando fotografo ho avuto modo di conoscere tanti fotografi e di sperimentare tanti tipi di fotografia; così ho imparato a distinguere diversi modi di fotografare….
C’è il fotografare da artisti, sperimentando ed usando la macchina in perfetta sintonia, come se si stesse “giocando” con la composizione.
Questa fotografia è quella che fa scaturire le emozioni. Questa fotografia è quella che fa sospirare e fa dire: “INCANTEVOLE!”
Poi purtroppo c’è l’altro lato della fotografia, quello che una persona qualunque non potrà mai comprendere ovvero: LA FOTOGRAFIA PER NECESSITA’.
Questa fotografia non è mossa dalla passione ma è mossa dall’idea di dover lavorare con una foto per mantenerci noi stessi, la famiglia o un’intera attività.
Questa fotografia non esce dal cuore ma esce dalla testa del committente che decide come sarà il risultato finale lasciando al fotografo il solo compito di puntare e scattare.
Ciò che fa ritornare i piatti della bilancia in posizione orizzontale è la consapevolezza che nello stesso momento in cui si fotografa per lavoro si può dedicare anche una serie di scatti alle nostre idee personali, anche se si sa già a priori che un giornale, una rivista, un ditta ecc non compreranno mai quel tipo di scatto.
Un’altra questione fondamentale da sviluppare è quella della corsa ai megapixels e la corsa all’ultimo arrivato.
Sono nato sotto il pieno sviluppo del digitale: quando ho iniziato a fotografare esistevano già da un anno le Canon 1D MkIIN però mi sono sempre detto: “Caro Federico, tu sei un fotografo digitale con la mente da pellicola”.
Pur non avendo mai provato la pellicola ho lavorato per un anno con una macchina fotografica entry level dicendomi che per me era ancora meglio di una Nikon D200…non mi sbagliavo, perché io di tutta quella tecnologia non sapevo che farmene: focheggiavo a mano il più possibile e esponevo in manuale per abituare sempre più il mio occhio a percepire la luce.
Ora però sono passato anch’io nella fase lavoro: l’attrezzatura costa e va ripagata e quindi non posso più permettermi di fare errori…ecco perché questa corsa al meglio del meglio pian piano mi sta catturando.
Rimango però rabbrividito quando girando per le nostre immense città europee vedo turisti che vanno in giro con al collo una reflex, la stessa reflex che io uso per fotografare gli eventi di coppa del mondo loro la usano in TOTALE AUTOMATICO e ci abbinano obiettivi che rendono le foto delle vere schifezze.
Questa cosa mi fa pensare, perché se io ho bisogno di 20 MP per essere sicuro di poter rimediare ad ogni errore o poter ricavare un bel crop da una foto che mi assicurano buoni guadagni presso i miei acquirenti, un turista che se ne fa di 20 MP quando per stamparla in 10x15 gli basterebbero 4Mp?
Forse si sentono i più belli perché hanno le macchine professionali?
Mah…questa cosa non si spiegherà mai ma sta di fatto che ringrazio la tecnologia per le innovazioni che aiutano noi lavoratori ma un po’ la odio.
La odio perché ora tutti si sentono fotografi rendendo le foto non più OPERE D’ARTE ma pezzi di carta con impressa una semplice icona!
Per oggi concludo cercando di sfatare un mito: andare da un fotografo e dirgli: “Anch’io vorrei fare il fotografo, guardi nella macchina, fai due clik e prendi i soldi che ti danno”
Andateglielo a dire a quelli che si fanno 2 ore di partita di NFL in ginocchio spaccandosi la schiena.
Andateglielo a dire a quelli che si fanno i chilometri a piedi per cercare un buon punto fotografico.
Andateglielo a dire a quei fotografi naturalisti che passano 24 ore in un capanno dove non possono nemmeno andare al bagno per scattare una foto di animali spettacolare.
Andateglielo a dire a tutti quelli che davanti al PC passano notti e notti per modificare una serie intensa di foto.
Scommetto che nessuno sa che per creare delle buone fotografie di beauty un fotografo sta al PC anche 1 settimana sulla stessa foto.
E allora ditemi ora: cos’ha il lavoro del fotografo che non ha un altro lavoro?
Federico Modica